“Non capisco cosa mi succede. Mi sento come sul bordo.”

“Non ti senti più qui, vero? Tutto è così dannatamente… distante.”

Kentucky Route Zero
Kentucky Route Zero

A volte le voci interiori parlano così.
Non sono minacciose: sono informazioni.
Segnali.
Piccoli dialoghi nella testa che ti dicono una cosa molto semplice:

“Ti stai allontanando un attimo da te.”

Ma non riesci a decifrarla. Non ancora. E così hai quella sensazione, di essere a distanza dalla realtà, da ciò che succede, da ciò che gli altri dicono, da quello che ti scorre davanti.

Un eco.

Non inizia mai col “distacco”.
Non è “paura”.
È scomodità.

Poi la scomodità cambia forma.
Da “tutto è troppo vicino”
si passa a
“tutto è stranamente lontano”.

Lo spazio intorno a te diventa più denso e tu ti fai sempre più distante.

Senti come un filtro, tra te e il mondo. Ridi, scherzi ma percepisci un filtro. Talvolta ti senti come se ci fosse un plexigas tra te e le cose vere, reali, autentiche. Vive.

Questa esperienza percettiva si chiama “derealizzazione”, un fenomeno psicologico in cui l’ambiente circostante viene percepito come distante, ovattato o leggermente irreale.

Non significa perdere contatto con la realtà né avere qualcosa di “sbagliato”: è una risposta che può comparire in momenti di forte stress, sovraccarico emotivo, fatica mentale o iper-attivazione.

    Non è pericolosa.
    Non indica qualcosa di “rotto”. 

    E soprattutto: è transitoria.

    Total Chaos

    E così, come nel titolo Total Chaos ci troviamo in spazi senza punti di riferimento. Non solo perché l’isola di Fort Oasis è infestata da creature oscure, ma perché ogni passo ti costringe a confrontarti con l’instabilità del mondo. È un mondo che non garantisce struttura — esattamente come succede quando la percezione interna vacilla, in cui senti di essere in un luogo che sulla carta sembra familiare ma che, improvvisamente, non riconosci più. Tutto è reale, ma tutto sembra così… finto.

    Il videogioco diventa così un percorso, se pur frammentato e poco chiaro, dentro se stessi. Ogni ombra, suono e silenzio ha il suo senso, in un’isola che rappresenta la tua intera esistenza.

    Il tentativo, davanti a questo caos, è sempre lo stesso: provare a controllare.
    Mettere in ordine quello che senti, sistemare ogni dettaglio, ricostruire una mappa che ti dica dove dovresti essere.

    Cerchi di afferrare la realtà con le mani, come se potesse stare ferma,
    come se bastasse incastrarla in un “come dovrebbe essere” per sentirti di nuovo allineata.

    E nella testa risuona quella frase che ti ripetono da sempre:
    sei brava, sei capace, sai fare tutto

    undertale
    Undertale - videogame

    Allora ti dici che dovresti esserlo anche qui,
    anche mentre cadi,
    anche mentre ti sfuggi dalle mani.

    Il controllo non funziona.
    Anzi, aumenta la frattura.

    Hell Blade

    Nella discesa emergono più forti e vividi dei frammenti: desideri che si collidono, pensieri che si accavallano. Le tue identità si incontrano e si scontrano: quelle che hai ignorato, quelle che hai nascosto, quelle che non hanno avuto voce.

    Disco Elysium

    La tua mente appare un condominio: ogni stanza aveva una storia, emozioni e opinioni. E sì, senso. Senso di esistere, diritto di essere.

    Così se provi a prendere quella paura, stavolta per mano, capirai che di fronte al buio, che spesso ti fa paura, non serve accendere la torcia. Piuttosto spegnerla e rimanere lì, a contatto con il tuo buio. Con il tuo chaos. 
    Così capisci che, davanti al buio che ti fa tremare,
    non serve accendere la torcia.
    Anzi: a volte devi proprio spegnerla, rimanere lì,
    a contatto con il tuo buio, con il tuo chaos, con tutto ciò che di solito scansi con eleganza.

    Perché non era rumore.
    Era una chiamata.

    La tua paura non era un mostro:
    era la tua bambina interiore,
    quella che hai allontanato per anni,
    che ti aspettava nell’angolo più buio,
    pronta a smettere di tremare non appena l’avessi guardata davvero.

    Non sei mai stata veramente lontana. Eri nel viaggio.

    E adesso – un passo dopo l’altro – stai tornando.


    Elena Del Fante

    Psicologa del Gaming, iscritta all'Ordine degli Psicologi della Toscana (n° 10.279). Video Game Therapist. Videogiochi per il benessere. Founder Play Better. Competitive Player & Admin Halo Italia

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